La storia di Michele
"Non conta quanto tempo abbiamo, ma come scegliamo di viverlo."
Michele De Stefano era un ragazzo profondamente innamorato della vita.
Aveva quella rara capacità di far sentire bene le persone che gli stavano accanto. Un sorriso sincero, una parola gentile, una presenza discreta ma autentica. Era il tipo di persona che riusciva a trasmettere serenità anche nei momenti più difficili, mettendo sempre gli altri al centro.
Amava viaggiare, trascorrere il tempo con la sua famiglia e con gli amici, progettare il futuro e vivere pienamente ogni esperienza. Credeva nello studio, nella cultura e nella possibilità di migliorare il mondo attraverso l'impegno quotidiano.
Aveva scelto di diventare insegnante di sostegno perché desiderava aiutare i ragazzi con maggiori difficoltà a credere nelle proprie capacità e a costruire il proprio futuro. Non era semplicemente un lavoro: era il riflesso del suo modo di essere, sempre pronto a dedicare tempo, attenzione e ascolto agli altri.
Nel giugno 2026 è riuscito a coronare un altro importante traguardo, conseguendo la laurea in Tecniche e Scienze Bancarie. Un obiettivo raggiunto con determinazione, nonostante la malattia avesse già profondamente segnato la sua vita.
Una battaglia affrontata con straordinaria dignità
Nel 2017, a poco più di vent'anni, a Michele venne diagnosticato un Sarcoma di Ewing, un raro e aggressivo tumore osseo che colpisce prevalentemente bambini, adolescenti e giovani adulti.
Dopo mesi di interventi chirurgici e terapie riuscì a superare la malattia.
Per alcuni anni tornò a vivere con la leggerezza e la serenità che ogni giovane merita, coltivando i propri sogni, le proprie passioni e gli affetti più importanti.
Nel settembre 2023, però, la malattia tornò in una forma ancora più aggressiva.
Da quel momento iniziò un nuovo e lunghissimo percorso fatto di chemioterapie, radioterapie, ricoveri e continui controlli.
Chiunque abbia conosciuto Michele, tuttavia, sa che la malattia non è mai diventata il centro della sua esistenza.
Ha continuato a vivere.
Ha continuato a viaggiare.
Ha continuato a studiare.
Ha continuato a progettare il futuro.
Ha continuato ad amare.
Ha incontrato il grande amore della sua vita, Maria, che gli è rimasta accanto fino all'ultimo giorno, condividendo con lui ogni momento del percorso di cura. Accanto a loro c'erano una famiglia straordinaria, sempre presente, e amici che non hanno mai smesso di sostenerlo.
Nel maggio 2025 sembrava aprirsi uno spiraglio di speranza. Dopo mesi di cure, la malattia appariva temporaneamente sotto controllo.
Purtroppo, pochi mesi dopo, il tumore riprese nuovamente a progredire.
Da marzo 2026 il dolore divenne sempre più intenso, ma Michele continuò a vivere ogni giornata con la stessa forza e la stessa serenità che avevano sempre caratterizzato il suo modo di affrontare la vita.
Da inizio giugno fu ricoverato presso l'Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, l'ospedale che lo aveva accompagnato durante tutto il suo percorso.
Proprio lì riuscì a realizzare uno dei suoi sogni più grandi: laurearsi.
Il 1° luglio 2026 Michele ci ha lasciati, all'età di trent'anni.
La sua più grande lezione
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo non ricorda Michele per la malattia.
Lo ricorda per il modo in cui ha scelto di vivere.
Non ha mai permesso che il tumore definisse la sua identità.
Ha affrontato ogni giorno con una forza silenziosa, senza mai perdere la capacità di sorridere, di incoraggiare gli altri e di guardare avanti.
La sua era una forza fatta di normalità.
Di gesti semplici.
Di amore.
Di speranza.
Un desiderio che continua a vivere
Nelle ultime settimane della sua vita, Michele espresse un desiderio molto preciso: fare qualcosa di utile per le persone e trasformare il dolore della sua esperienza in un aiuto concreto per gli altri.
Lo confidò alla sua fidanzata Maria, al suo migliore amico Nicola e al gruppo di amici più stretti, chiedendo loro di portare avanti questo desiderio e di fare del bene con le risorse che sarebbero state raccolte.
È stato proprio per dare seguito a questa sua volontà che, dopo la sua scomparsa, è nata l’Associazione Michele De Stefano.
Il suo obiettivo è sostenere la ricerca scientifica sul Sarcoma di Ewing e contribuire, attraverso iniziative concrete, a offrire nuove opportunità di cura ai bambini, ai ragazzi e ai giovani adulti che affronteranno questa stessa malattia.
Ogni progetto, ogni evento e ogni iniziativa dell'Associazione nascono da questa promessa.
Un'eredità fatta di speranza
Michele ci ha lasciato molto più di un ricordo.
Ci ha lasciato un modo di guardare alla vita.
Ci ha insegnato che anche nelle prove più difficili si può scegliere la speranza.
Che il coraggio non consiste nel non avere paura, ma nel continuare a vivere nonostante la paura.
Che il tempo acquista valore quando viene riempito di amore, relazioni e progetti.
L'Associazione nasce per custodire questa eredità e trasformarla ogni giorno in un impegno concreto a favore della ricerca scientifica.
Perché il ricordo di Michele non rimanga soltanto memoria, ma continui a generare futuro.